Una storia straziante si è consumata nella serata di ieri, venerdì 6 marzo, quando Catherine Birmingham, la madre della nota “famiglia del bosco”, ha lasciato la casa famiglia di Vasto, ma questa volta senza i suoi bambini. La decisione è stata presa a seguito di un’ordinanza restrittiva emessa dal tribunale per i minorenni dell’Aquila.
Dal 20 novembre scorso, Catherine si trovava in questa struttura, ma ora i suoi figli sono stati trasferiti in un’altra località protetta. Secondo il provvedimento, la presenza costante della madre era ritenuta un ostacolo agli interventi educativi necessari per il benessere dei minori. I giudici hanno descritto il suo comportamento come “ostile e squalificante”, evidenziando una mancanza di fiducia nei confronti delle educatrici e una resistenza alle regole imposte dalla struttura.

Le relazioni dei servizi sociali rivelano anche preoccupazioni riguardo al livello di istruzione dei bambini, che sarebbe influenzato dalle convinzioni della madre di posticipare l’apprendimento formale fino ai sette anni, sottolineando l’importanza delle esperienze dirette nella natura. La situazione è diventata sempre più tesa, con i bambini che hanno mostrato segni di aggressività nei confronti delle educatrici, senza che Catherine intervenisse per correggere il loro comportamento.
La separazione è avvenuta tra lacrime e disperazione, con i piccoli che hanno reagito in modo visibile alla perdita della madre. L’avvocata Danila Solinas ha espresso il suo sgomento, affermando: “Credevamo di vivere in un Paese civile, ma non è così. È stato terribile vedere la madre allontanata tra le urla dei bambini”. La vicenda ha riacceso il dibattito pubblico e legale, attirando l’attenzione di molti.

Oggi, i sostenitori della famiglia hanno organizzato una fiaccolata silenziosa davanti alla casa famiglia, per esprimere la loro solidarietà e sostenere la causa di Catherine e dei suoi figli. Anche la ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella, ha commentato la situazione, chiedendo un riesame del provvedimento e sottolineando l’importanza di considerare gli effetti sui bambini.
La ministra ha dichiarato: “Non credo che sia offensivo chiedere una sospensione in nome del migliore interesse dei minori. È fondamentale valutare attentamente le conseguenze di una separazione così radicale”. La storia della “famiglia nel bosco” continua a suscitare emozioni e interrogativi, lasciando aperta la questione su quale sia realmente il bene per questi bambini. Cosa accadrà ora?



