GARLASCO, L’IPOTESI DEL COMPLICE RIAPRE IL MISTERO

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco continua a far discutere e a generare nuove ipotesi investigative.

Quella che per anni è sembrata una vicenda ormai definita dal punto di vista giudiziario è tornata al centro dell’attenzione grazie a nuove analisi tecniche effettuate sulla scena del crimine.

Al centro del dibattito c’è una domanda che potrebbe cambiare completamente la ricostruzione dei fatti.

E se quella mattina nella villetta di via Pascoli non ci fosse stato un solo aggressore?

Secondo alcuni consulenti e specialisti che stanno riesaminando il caso, alcuni dettagli relativi alle tracce di sangue e alla posizione del corpo di Chiara Poggi potrebbero essere compatibili con la presenza di più persone coinvolte.

Particolare attenzione viene riservata agli schizzi ematici individuati vicino al corridoio e alle tracce rilevate lungo il percorso verso la cantina.

Ma è soprattutto un elemento a far discutere gli esperti.

Le vere e proprie pozze di sangue iniziano infatti soltanto dal quarto gradino delle scale della cantina, mentre nei primi gradini sarebbero presenti soprattutto semplici gocciolature.

Secondo una delle ipotesi formulate dagli specialisti, questa distribuzione potrebbe indicare che il corpo non sia stato trascinato lungo tutta la scala.

Al contrario, Chiara potrebbe essere stata inizialmente sollevata e trasportata per un breve tratto prima di essere lasciata scivolare verso il basso.

Una dinamica che, secondo alcuni osservatori, sarebbe più compatibile con l’azione di due persone piuttosto che di una sola.

Da qui nasce il dubbio che continua a dividere esperti e consulenti.

Chiara Poggi venne trascinata oppure trasportata?

E soprattutto, chi potrebbe aver partecipato a quella fase?

La questione assume un peso ancora maggiore alla luce della nuova inchiesta della Procura di Pavia.

Gli investigatori stanno infatti sviluppando una ricostruzione differente rispetto a quella che portò alla condanna definitiva di Alberto Stasi.

Nelle nuove valutazioni investigative compare il nome di Andrea Sempio, indicato come presunto autore del delitto.

Secondo questa ricostruzione, Chiara sarebbe stata colpita all’interno dell’abitazione, trascinata verso la cantina e successivamente fatta scivolare lungo le scale.

Proprio questa fase continua però a rappresentare uno dei punti più controversi dell’intera vicenda.

Al momento la presenza di un complice resta soltanto un’ipotesi discussa da alcuni esperti e non rappresenta una conclusione investigativa accertata.

Tuttavia non si tratta di una teoria nuova.

Anni fa anche il giudice Stefano Vitelli, che assolse Alberto Stasi in primo grado, aveva preso in considerazione questa possibilità, affrontandola successivamente nel libro “Il ragionevole dubbio di Garlasco”.

Così, invece di avvicinarsi a una verità condivisa, il caso continua ad arricchirsi di nuovi interrogativi.

E una domanda resta ancora senza risposta:

Nella villetta di via Pascoli, il 13 agosto 2007, c’era davvero più di una persona?

andrea sempio bigliettino