Garlasco, parla l’avvocata di Stefania Cappa: “Ecco perché è rimasta in silenzio per tutti questi anni”

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco continua a riempire trasmissioni televisive, pagine di giornale e dibattiti pubblici.

Mentre le indagini vengono nuovamente approfondite e nuovi presunti testimoni emergono sulla scena, un’altra figura è tornata improvvisamente al centro dell’attenzione mediatica: Stefania Cappa.

Per anni è rimasta lontana dai riflettori.

Adesso però qualcosa è cambiato.

A rompere il silenzio è stata la sua avvocata, Valeria Mettica, intervenuta dopo l’ultima puntata del programma Filorosso andata in onda su Rai 3.

Secondo la legale, la situazione avrebbe ormai superato ogni limite accettabile.

— “Stefania Cappa è rimasta in silenzio fino a oggi per senso di responsabilità e rispetto del lavoro istituzionale” — ha spiegato.

Ma aggiunge subito dopo:

— “Non è più disposta ad accettare che venga sistematicamente instillato nell’opinione pubblica il sospetto di un suo coinvolgimento nell’omicidio della cugina”.

Le dichiarazioni arrivano dopo una nuova intervista televisiva a Massimo Mattiuz, uno dei testimoni che negli ultimi mesi hanno riportato il caso al centro dell’attenzione.

Secondo la difesa di Stefania Cappa, però, le accuse e le ricostruzioni diffuse in televisione sarebbero prive di fondamento.

L’avvocata sostiene che il silenzio mantenuto finora non abbia impedito il proliferare di insinuazioni e ricostruzioni non supportate da elementi concreti.

Per questo motivo Stefania Cappa avrebbe deciso di non restare più in disparte.

Mettica ha inoltre contestato apertamente l’attendibilità del testimone ascoltato durante la trasmissione.

Secondo quanto riferito, alcune verifiche effettuate dagli investigatori avrebbero evidenziato incongruenze nei racconti forniti nel corso degli anni.

Un elemento che, secondo la legale, avrebbe dovuto essere valutato con maggiore attenzione prima della diffusione televisiva.

Intanto il caso Garlasco continua a dividere opinione pubblica ed esperti.

Mentre magistrati e investigatori proseguono il loro lavoro, resta aperto il confronto tra nuove ipotesi investigative e ricostruzioni mediatiche.

E ancora una volta una domanda continua a tornare con forza:

quanto pesa davvero il silenzio di chi, per anni, ha scelto di non parlare?