Il mistero del delitto di Garlasco continua a far discutere, quasi vent’anni dopo l’omicidio di Chiara Poggi. Nuovi sviluppi emergono dall’inchiesta, con le gemelle Stefania e Paola Cappa nuovamente al centro dell’attenzione, grazie alle rivelazioni dell’avvocata Valeria Mettica, legale delle sorelle.

Secondo quanto riportato, le due cugine di Chiara sono state oggetto di intercettazioni per un periodo di cinque mesi, da gennaio a maggio 2025. I carabinieri di Pavia hanno monitorato i loro telefoni, così come quelli dei familiari, nell’ambito di un’indagine riaperta su Andrea Sempio. Oltre alle intercettazioni telefoniche, sono state effettuate anche registrazioni ambientali sulle auto della famiglia.
Tuttavia, le indagini non hanno portato a risultati significativi. Nel rapporto dei carabinieri, depositato il 7 maggio, non si fa menzione di elementi rilevanti emersi dalle intercettazioni. Queste sono state interrotte poche settimane dopo un’ispezione nel canale di Tromello, vicino alla casa della nonna delle gemelle, dove Chiara aveva vissuto. L’ispezione era stata avviata a seguito di una testimonianza di un “super testimone” che aveva raccontato di un presunto incontro avvenuto il giorno dell’omicidio.

Nonostante i sospetti sollevati, gli accertamenti nel canale non hanno portato al ritrovamento di alcun oggetto utile alle indagini, e il canale stesso non è nemmeno menzionato nel rapporto finale. L’avvocata Mettica ha spiegato che i carabinieri avrebbero atteso una reazione delle gemelle dopo la diffusione della notizia delle ispezioni, reazione che non è mai arrivata, portando così all’interruzione delle intercettazioni.
Mettica ha anche chiarito che Stefania non si sente in pericolo dal punto di vista legale, ma è preoccupata per le conseguenze che la situazione potrebbe avere sulla sua vita personale e professionale. Nonostante le accuse dei testimoni, la posizione delle sorelle Cappa è stata esaminata senza che emergessero prove sufficienti per iscriverle nel registro degli indagati. Secondo le ricostruzioni, la mattina dell’omicidio, le gemelle si trovavano nella loro abitazione, come confermato dai dati delle celle telefoniche.
Infine, l’avvocata ha sottolineato che, su cinque mesi di intercettazioni, solo un numero molto limitato di conversazioni ha riguardato il caso di Garlasco, e queste non sono state ritenute di rilevanza probatoria. La questione rimane aperta e suscita domande: quali saranno i prossimi sviluppi in questa intricata vicenda?


