Nuove speranze si accendono nel caso di Yara Gambirasio, la tredicenne tragicamente uccisa nel 2010. I legali di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per il delitto, stanno chiedendo di riaprire il caso, sostenendo che ci sarebbero ulteriori prove di DNA da analizzare.

Il settimanale Oggi ha rivelato un’informazione che potrebbe cambiare le sorti del processo. Secondo Giorgio Casali, consulente della Procura di Bergamo, il DNA di Ignoto 1 è stato conservato presso l’ospedale San Raffaele e sarebbe ancora disponibile per nuove analisi. Questa affermazione ha sollevato un polverone, soprattutto perché gli avvocati di Bossetti avevano sempre ricevuto risposte negative riguardo alla possibilità di effettuare una superperizia sul DNA.
Claudio Salvagni, uno degli avvocati di Bossetti, ha espresso la sua incredulità: “Grazie a questa rivelazione, scopriamo che il materiale genetico non è mai stato esaurito come ci era stato detto. La superperizia è non solo possibile, ma necessaria”. Salvagni ha anche annunciato che, se le informazioni venissero confermate, potrebbe intraprendere azioni legali per ripristinare la giustizia.

Tuttavia, il genetista Giorgio Portera, che ha lavorato con la famiglia di Yara, ha minimizzato l’importanza di queste nuove affermazioni. Portera ha sottolineato che la presenza di campioni custoditi non è una novità e che le tracce analizzate in passato non avrebbero fornito risultati aggiuntivi rispetto a quelli già noti.
La questione del DNA rimane dunque al centro dell’attenzione, con i legali di Bossetti pronti a combattere per una revisione del processo. Quali saranno i prossimi sviluppi in questa intricata vicenda?



