VIDEO INQUIETANTE: LE ULTIME ORE DEL SOCCORRITORE MORTO DURANTE IL RECUPERO DEI SUB ITALIANI ALLE MALDIVE

Quello che doveva essere un disperato tentativo di recuperare i corpi dei sub italiani dispersi nelle profondità delle Maldive si è trasformato in una nuova tragedia che ha sconvolto l’intero Paese. Un soccorritore della Guardia Costiera maldiviana, impegnato nelle operazioni all’interno della pericolosa grotta sottomarina dove erano rimasti intrappolati i turisti italiani, ha perso la vita durante una missione considerata estremamente rischiosa.

A rendere ancora più inquietante la vicenda è un video diffuso poche ore dopo il dramma. Nelle immagini si vede il sergente maggiore Mohamed Mahudhee mentre partecipa al briefing operativo insieme al presidente delle Maldive, Mohamed Muizzu. Il filmato mostra il soccorritore apparentemente tranquillo e concentrato mentre ascolta i dettagli dell’operazione di recupero. Nessuno avrebbe potuto immaginare che quelle sarebbero state le sue ultime immagini in vita.

Mahudhee faceva parte dell’unità speciale incaricata di esplorare le camere della grotta sottomarina dove, nei giorni precedenti, cinque subacquei italiani erano rimasti bloccati durante un’immersione a circa 49 metri di profondità. Una missione definita dagli esperti come una delle più difficili mai affrontate nelle acque maldiviane.

Mahudhee è stata vista con Muizzu.

Secondo le autorità locali, venerdì la squadra aveva lavorato senza sosta per mettere in sicurezza le prime due camere della grotta. Le condizioni del mare, però, erano peggiorate rapidamente. Correnti fortissime, scarsa visibilità e profondità elevate avevano costretto i soccorritori a interrompere momentaneamente le operazioni.

Il giorno successivo, nonostante il rischio, Mahudhee si sarebbe immerso nuovamente per raggiungere la terza e ultima camera della grotta. Era lì che si sperava di trovare gli altri dispersi italiani. Durante l’escursione subacquea, però, qualcosa è andato storto.

Le autorità hanno riferito che il soccorritore si è sentito male durante la risalita. Trasportato immediatamente in ospedale, i medici non sono riusciti a salvarlo. La causa della morte sarebbe stata la malattia da decompressione, una delle complicazioni più temute nelle immersioni profonde. Si verifica quando il subacqueo risale troppo velocemente e nel sangue si formano pericolose bolle di gas che possono provocare danni irreversibili agli organi vitali.

Il sergente maggiore Mohamed Mahudhee della Guardia Costiera delle Maldive

La notizia ha provocato enorme commozione alle Maldive. Le Forze di Difesa Nazionali hanno pubblicato un messaggio ufficiale ricordando il coraggio del soccorritore. “Il suo sacrificio e il suo servizio alla nazione non saranno mai dimenticati”, si legge nella nota diffusa sui social.

Anche il portavoce presidenziale Mohammed Hussain Shareef ha sottolineato quanto la tragedia dimostri la pericolosità estrema della missione. Secondo le autorità, infatti, la grotta sottomarina in cui si trovavano i sub italiani presenta passaggi molto stretti, forti correnti e una profondità superiore ai limiti consigliati per le immersioni ricreative nelle Maldive.

Intanto continua il dramma delle famiglie italiane coinvolte nella tragedia. Finora è stato recuperato soltanto il corpo di Gianluca Benedetti, originario di Padova. Restano ancora dispersi Monica Montefalcone, docente di biologia marina dell’Università di Genova, sua figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino di Torino e Federico Gualtieri di Borgomanero.

La vicenda ha avuto enorme eco anche in Italia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato che verrà fatto tutto il possibile per riportare a casa le vittime. La Farnesina starebbe coordinando le operazioni insieme al Divers Alert Network, organizzazione internazionale specializzata nella sicurezza subacquea.

Questa immagine, diffusa dall'ufficio stampa del Presidente delle Maldive, mostra i sommozzatori che si preparano a cercare i quattro subacquei italiani dispersi.

Nel frattempo il video delle ultime ore di Mohamed Mahudhee continua a circolare online, diventando simbolo del coraggio di chi ha rischiato tutto per tentare di salvare o recuperare altre vite. Molti utenti sui social hanno definito il soccorritore “un eroe silenzioso”, mentre nelle Maldive cresce il dolore per una morte che nessuno si aspettava.

Dietro questa tragedia non ci sono solo numeri o cronache di un incidente in mare, ma vite spezzate, famiglie distrutte e uomini che hanno affrontato il pericolo fino all’ultimo istante. E proprio quelle immagini girate poche ore prima della missione finale oggi assumono un significato ancora più drammatico: il volto di un uomo che stava andando incontro al suo destino senza sapere che non sarebbe più tornato indietro.