Garlasco, il DNA riaccende il dibattito sul caso

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco continua a far discutere. Al centro dell’attenzione è tornato il DNA trovato sotto le unghie della giovane vittima e, in particolare, il significato del profilo genetico attribuito al cromosoma Y.

Durante una puntata di “Quarto Grado”, il genetista Marzio Capra e l’avvocato di Andrea Sempio, Liborio Cataliotti, hanno esposto interpretazioni differenti dello stesso elemento.

Secondo Capra, il profilo genetico attribuito a Sempio sarebbe tra i più ricorrenti tra quelli analizzati nella perizia e comparirebbe più volte in un database europeo. Per il consulente, questo dato è un elemento che merita di essere valutato con attenzione nel contesto dell’inchiesta.

La difesa di Andrea Sempio, invece, invita alla prudenza. L’avvocato Cataliotti ha ricordato che, secondo alcuni studi scientifici, in piccole comunità possono esistere profili genetici simili anche tra persone non imparentate. Per questo motivo, ritiene necessario interpretare i dati statistici con cautela.

Immagine simbolica legata alle analisi del DNA nel caso Garlasco

I legali di Sempio continuano inoltre a sostenere che il materiale genetico rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi possa essere riconducibile a un cosiddetto DNA da background, cioè depositato in un momento precedente e non necessariamente collegato al delitto.

Il confronto tra consulenti e difesa dimostra ancora una volta quanto il caso Garlasco continui a suscitare interrogativi. A quasi vent’anni dai fatti, ogni nuovo approfondimento tecnico riporta al centro del dibattito pubblico uno dei casi di cronaca più seguiti in Italia.

Andrea Sempio, foto utilizzata nel contesto del caso GarlascoAlberto Stasi, immagine collegata alla vicenda di GarlascoChiara Poggi, vittima del delitto di Garlasco