La Cassazione ha confermato la colpevolezza di Olindo Romano e Rosa Bazzi, smontando una ad una le 40 obiezioni presentate dalla coppia. La decisione di mantenere l’ergastolo per i due coniugi, accusati della strage di Erba, continua a far discutere, a quasi 17 anni dall’orrendo delitto.

Il tragico evento del 2006 ha portato alla morte di quattro persone, tra cui un bambino di soli due anni. Le testimonianze e le prove presentate in aula hanno convinto i giudici della responsabilità di Olindo e Rosa, ritenute credibili e decisive. Tra queste, la testimonianza di Mario Frigerio, che, nonostante le ferite, riconobbe i suoi aggressori in aula, descrivendo Olindo con parole che hanno colpito tutti: “Li vedo in aula, sono loro, quei due delinquenti”.

La confessione iniziale dei coniugi, poi ritrattata, e la macchia di sangue di Valeria Cherubini trovata sull’auto di Olindo rappresentano ulteriori elementi che hanno incastrato la coppia. La Cassazione ha esaminato attentamente ogni dettaglio, respingendo le richieste di revisione del processo basate su nuove interpretazioni delle prove.
I legali di Olindo e Rosa hanno sempre sostenuto che le confessioni siano state estorte sotto pressione, ma i giudici hanno ribadito che non ci sono stati abusi durante gli interrogatori. Le dichiarazioni degli imputati contenevano dettagli che solo chi era presente quella notte avrebbe potuto conoscere, come il modo in cui era stata interrotta l’energia elettrica e l’orrendo modo in cui sono stati trovati i corpi.
In un momento di grande tensione, Pietro, uno dei fratelli di Raffaella, ha espresso la sua frustrazione su Facebook, dicendo: “Speravo fosse finita ma ci risiamo”. La questione rimane aperta e suscita interrogativi su come la giustizia si muova in casi così complessi e drammatici. Cosa ne pensate?



