Ilaria Capua: «Hantavirus poco contagioso. Il mio livello di preoccupazione? Siamo vicinissimi al rischio zero»

Ilaria Capua, la celebre virologa, rassicura l’Europa sull’Hantavirus: «Il rischio è quasi nullo». In un’intervista esclusiva, la professoressa, senior fellow alla Johns Hopkins University di Bologna, ha chiarito la situazione attuale legata a questo virus, che ha destato preoccupazione dopo l’arrivo della nave MV Hondius a Tenerife.

«Il mio livello di preoccupazione è molto vicino allo zero», ha dichiarato Capua. Attualmente, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha registrato 11 casi e tre decessi, ma la virologa sottolinea che l’Hantavirus è poco contagioso e si trasmette solo in caso di contatto molto ravvicinato. «Se fosse stato davvero così contagioso, avremmo visto un numero significativamente maggiore di casi», ha aggiunto.

Nonostante la trasmissione del virus sia avvenuta a bordo della nave, Capua ha evidenziato che le infezioni sono avvenute in situazioni particolari, come nel caso di una coppia di coniugi olandesi che condividevano lo stesso letto. «Questo virus non si trasmette facilmente», ha affermato, esprimendo incredulità per l’allarmismo che circonda la questione.

L’Hantavirus, noto da tempo in Europa, si diffonde principalmente attraverso gli escrementi dei roditori. La sottospecie andina, che ha causato i recenti casi, consente una trasmissione tra esseri umani, ma Capua assicura che i casi sono rari e sotto controllo. «Le persone contagiate sono già in ospedale, monitorate e isolate», ha spiegato.

Inoltre, molti scienziati avvertono che l’Hantavirus potrebbe rappresentare un campanello d’allarme per future pandemie, legate a fenomeni come il cambiamento climatico e la deforestazione. Capua ha sottolineato che questi eventi aumentano la possibilità di spillover, ovvero il passaggio di patogeni dagli animali all’uomo. «Il paziente zero della nave era un ornitologo che si è contagiato in una discarica», ha detto, evidenziando come situazioni simili possano verificarsi più frequentemente di quanto si pensi.

La virologa ha anche ricordato che in Argentina si registrano circa cento casi all’anno, gestiti senza che la malattia si diffonda su larga scala. «L’educazione è fondamentale per chi viaggia», ha avvertito, suggerendo di evitare luoghi insalubri durante le escursioni.

Concludendo, Capua ha esortato a mantenere la calma e a non lasciarsi prendere dal panico. La situazione attuale, sebbene meriti attenzione, non giustifica un allarmismo eccessivo. E ora, quale sarà il prossimo passo della comunità scientifica di fronte a questa sfida?